taiji - Tai chi

Il Taiji – Taichi è un’arte marziale tramandata nei secoli

Il taijiquan è un arte marziale nata in Cina che racchiude in se l’aspetto filosofico, spirituale, energetico e marziale della cultura cinese.

Quest’arte si è sviluppata in tutto il mondo per i suoi movimenti lenti ed armoniosi che, associati ad una giusta postura, favoriscono la corretta circolazione energetica.Tutto questo permette al praticante di rafforzare la propria salute psico fisica.
Nel taijiquan si studia il rilassamento e la fluidità del movimento seguendo i principi taoisti che insegnano che la morbidezza può sconfiggere la rigidità; ogni movimento esprime l’alternanza dello yin e dello yang (vuoto e pieno).

“Il concetto di Yin e Yang è forse il principio basilare nella visione del mondo cinese. Da un punto di vista filosifico, lo Yin e lo Yang rappresenta la teoria della dualità.Questo concetto è utilizzato come mezzo per comprendere la natura e la composizione di ogni cosa nell’universo, esaminata come coppia di opposti intergeneranti….. perciò la relazione in una coppia Yin-Yang non è statica, ma vista come un cerchio continuo nel quale ciascuno tende a divenire dominante o ricettivo a sua volta” (Da Taijiquan stile Chen di Davidine Siaw Voon Sim David Gaffney)

Lo studio del taiji quan permette al praticante di ricercare l’equilibrio fra la mente , il corpo e lo spirito, viene considerata una “meditazione in movimento”, la pratica è indicata ai giovani come ai più anziani senza alcuna controindicazione.

Secondo il taoismo, all’inizio l’universo era privo di vita e tutto era vago e indistinto senza estremità e senza termine. Questo stato era chiamato WUJI (letteralmente nessuna estremità), poi l’energia naturale esistente si divise in due estremità chiamate YIN e YIAN .

I due estremi si trasformano l’uno nell’altro , non possono esistere separati ; lo yin e lo yang si generano l’uno con l’altro. Questo concetto di dualità e’ il TAIJI.

Lo yin e lo yang, applicati al taijiquan, si riferiscono al morbido e al duro , al lento e al veloce, chiudere ed aprire…

 

TAIJI QUAN – CENNI STORICI

 

Il luogo di origine del Taijiquan è il villaggio di Chenjiagou , nella contea di Wen della provincia cinese del Henan.

La storia dello stile Chen inizia con Chen Bu che visse durante il regno del primo imperatore della dinastia Ming (1368-1644).

Nel periodo in cui visse Chen Bu , la Cina stava attraversando un periodo di profonda incertezza, devastazione e guerra imperversavano in tutto il territorio. In molte parti i territori erano deserti, i villaggi erano stati distrutti e le popolazioni decimate. Si comincio una politica di emigrazione forzata e Chen Bu fu costretto a trasferirsi.

Esperto di arti marziali, protesse e aiuto molte persone durante il cammino.

Il viaggio terminò in una fertile pianura alluvionale e poiché Chen Bu era considerato il capo dalla maggioranza degli emigranti, il villaggio fu chiamato Chen Bu Zhuang, il villaggio di Chen bu.Poiche’ la pianura era soggetta ad alluvioni, Chen Bu cerco’ un luogo sulle vicine colline, ma anche il nuovo villaggio era soggetto alle frequenti inondazioni; costruirono cosi’ dei canali (gou) di drenaggio e il nome del villaggio fu tramutato in Chenjiagou (il canale della famiglia Chen).

Oltre alle alluvioni, la zona era soggetta a scorribande di ladri , cosi Chen Bu addestro’ i giovani piu’ robusti nella pratica delle arti marziali. Grazie a questo addestramento, i banditi capitolarono alla forza superiore della famiglia Chen; nel villaggio si apri una scuola di arti marziali e le tecniche furono tramandate di generazione in generazione all’interno del villaggio.

Chen Wangting (1600-1680) oltre ad essere un bravo praticante di arti marziali, era un letterato . Egli codificò una forma denominata “il primo metodo” che comprendeva, oltre a svariate tecniche marziali,  la teoria dello YIN-Yang, le tecniche di Daoyin e Tu-na (Daoyin significa condurre e guidare l’energia tu-na espellere e assorbire) e la teoria dei jingluo della medicina tradizionale cinese, ovvero una serie canali attraverso i quali fluisce il qi, l’energia.

Creò movimenti a spirale, eseguiti in modo fluido e morbido, ogni movimento legato all’altro alternati con l’espansione, la contrazione , l’apertura e la chiusura.

Ideò il metodo della spinta con le mani (tui shou) che prevede che due praticanti , a contatto tra di loro, utilizzino i movimenti del taiji  per cambiare le direzioni del corpo e sbilanciare l’avversario. Questo esercizio serve a sviluppare l’equilibrio e la sensibilità.

 

Chen Fa-ke (Maestro di Taiji)

Chen Fa-ke (1887 – 1957)

Un altro cambiamento di fondamentale importanza per lo stile, fu apportato da Chen Fa-ke (1887 – 1957) , egli era un bambino malaticcio che riusci a migliorare la sua salute grazie alla pratica costante del Taijiquan.

Egli ideò una nuova forma la Xinija (nuova intelaiatura ), basata sulla forma Laoja (vecchia intelaiatura), ma con un movimento a spirale più complesso, l’emissione di molti fajin (energia esplosiva) e tecniche di qinna (blocco delle articolazioni).

Questa nuova forma era finalizzata ad aumentare l’abilità nel combattimento.

Chen Fa-ke lavorò a lungo a Pechino insegnando quest’arte al di fuori del villaggio di origine in modo più persone potessero trarre benefici dalla pratica.