Non ne vediamo la forma,
Non ne vediamo il suono,
Eppure ne percepiamo l’ordine in ciò che compie.
Noi lo chiamiamo “la Via” (Tao).

(Nei-yeh, ammaestramento interiore)

 

Yin e Yang

Due pesci che simboleggiano le forze Yin e Yang in continuo movimento nel Taoismo

 

Il Daoismo

 

Il daosimo è un movimento filosofico e religioso che ha radici nella più remota antichità cinese e oggi è ampiamente diffuso in Asia orientale, con seguaci e simpatizzanti in tutto il mondo. Etimologicamente il termine taoismo deriva da Tao, secondo la trascrizione di Wade-Giles, mentre il termine daoismo deriva da Dao, quest’ultimo trascritto secondo il più recente metodo pinyin. Quindi Tao e Dao sono due modi di scrivere e leggere lo stesso termine. Il carattere cinese dào 道 significa “via”, ma anche “percorso”, “sentiero”, principio ineffabile preesistente all’universo, quiete perfetta, origine e impulso vitale di tutti gli esseri, che sfugge a ogni definizione. “Dao” può significare la “via corretta” o la “via naturale”: ma anche “mostrare la via” quindi “insegnare”, “metodo da seguire” e infine “dottrina”. Nei Lúnyǔ (論語) di Confucio si dice che uno Stato “ha il 道 se è ben governato” o anche che il “re dedica sé stesso al 道”. Da notare che il carattere 道 si compone di 首 (qiú “testa” quindi “principale”) + una variante del carattere 止 ( zhǐ nel significato arcaico di “piede”) combinata con 行 ( xíng, “percorrere”): quindi “incedere sul percorso principale”.

 

Il Taoismo

 

Il taoismo è uno dei tre insegnamenti cinesi, insieme con buddismo e confucianesimo. Il taoismo non è mai stato una religione unitaria, ma una combinazione costante di insegnamenti fondati su rivelazioni originarie diverse. Esso prese forma gradualmente, durante un lungo cammino, integrando diverse correnti. Il daoismo scaturisce infatti da un movimento di pensiero nato dalla combinazione del patrimonio concettuale comune cinese (ovvero il Qi, lo yin e lo yang, i cinque elementi), lo sciamanesimo, e le opere spirituali di Laozi e di Zhuāngzi: a questi si sono aggiunti nel tempo alcuni concetti confuciani e buddisti. Il taoismo esalta la spontaneità naturale (ziran): metafore amate dagli autori taoisti sono il “legno grezzo non tagliato” e il neonato, non ancora “corrotto” dalla cultura e dall’educazione. In questo senso è importante il concetto di “agire senza agire” (Wei wu Wei): che non significa non fare nulla, ma assecondare il flusso spontaneo delle cose, esemplificato dal percorso dell’acqua (shui dao), che è morbida e cedevole, ma è in grado di superare tutti gli ostacoli con il minimo sforzo. Il taoismo rifiuta la violenza, l’arroganza, l’egoismo competitivo, l’avidità. Laozi afferma che vi sono “tre tesori” che ognuno dovrebbe custodire: la benevolenza verso tutti gli esseri, la frugalità, e la modestia (“non osare essere il primo nel mondo”).
Conoscere il Dao, origine dell’armonioso procedere del mondo, equivale all’esperienza mistica di essere in sintonia con esso contemplando l’universo, superando ogni dicotomia fra bene e male, vita e morte, trascendendo gli orizzonti del tempo e dello spazio, aspirando a una saggezza che consiste nella dimenticanza di tutte le cose.

 

Dott. Angelo Brega

 

Fonti:

Wikipedia
Andreini A., Scarpari M.: il daoismo. Bologna 2007
Kirkland R.: il taoismo. Roma 2006